FASE2: MULTE IN CASO DI VIOLAZIONE DELLA SICUREZZA IN AZIENDA

L’emergenza sanitaria in corso ha rimodellato le nostre abitudini di vita, sospeso l’esercizio di diritti ed esaltato l’assunzione di responsabilità di ciascuno verso la collettività. Con l’inizio della Fase 2 molte sono le misure di contenimento da applicare nelle aziende.

La circolare del Viminale del 2 maggio 2020, ha illustrato le principali misure in vigore su tutto il territorio nazionale dal 4 maggio 2020. L’obiettivo è quello di salvaguardare in primo luogo la salute pubblica e allo stesso tempo sostenere la ripresa del sistema economico produttivo. Il sistema della verifica della sussistenza delle condizioni richieste per la prosecuzione delle attività aziendali, basato sulle comunicazioni degli interessati ai Prefetti, previsto nella previgente normativa, viene sostituito con un regime di controlli sull’osservanza delle prescrizioni contenute nei protocolli richiamati in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro.

A tal fine, i Prefetti, con l’aiuto di Vigili del fuoco, Ispettorato del lavoro, Comando Carabinieri per la tutela del lavoro e Aziende sanitarie locali, dovranno vigilare sulla corretta applicazione delle misure di contenimento nelle aziende e la loro violazione comporta l’applicazione del sistema sanzionatorio previsto dall’art. 4 del Decreto Legge n. 19 del 25 marzo 2020, che prevede sanzioni amministrative pecuniarie e accessorie, salvo che il fatto contestato costituisca reato.

Tali sanzioni amministrative consistono nel pagamento di una multa da euro 400 a euro 3000. Inoltre per talune ipotesi di violazione delle misure dettate per evitare la diffusione del contagio, c’è la possibilità, già all’atto dell’accertamento, di disporre la chiusura provvisoria dell’esercizio o dell’attività da 5 a 30 giorni.

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